Voci dai margini
Collana di saggistica storica casa editrice Le Pecore Nere
Direttore Matteo Dalena, storico e giornalista
“Lo storico non è più l’uomo che costituisce un impero. Non mira più al paradiso di una storia globale […] lavora nei margini. Sotto questo aspetto diventa un randagio. In una società portata alla generalizzazione, dotata di grandi mezzi centralizzatori, lo storico si spinge verso i gradini delle grandi regioni sfruttate. “Fa uno scarto” verso la stregoneria, la follia, la festa, la letteratura popolare, il mondo dimenticato del contadino, l’Aquitania ecc. Zone, queste, tutte silenziose”
(Michel De Certeau, La scrittura della storia).
Voci dai margini è una collana di saggistica storica che nasce controcorrente. Non per spirito di opposizione, ma per necessità. In un panorama editoriale che tende alla sintesi rassicurante, alla divulgazione addomesticata e alle grandi narrazioni senza attriti, Le Pecore Nere sceglie di abitare il margine. Voci dai margini nasce da un assunto semplice e scomodo: la storia non è un impero da pacificare e quello dello storico è un mestiere intermittente, fatto di assenze da riempire e perciò ingrato. Un mestiere che oggi, più che mai, si esercita lontano dal centro.
La collana editoriale accoglie saggi che non cercano il punto di vista dominante ma prediligono lo scarto. Seguendo le direzioni indicate da Michel De Certeau, Voci dai margini è aperta alla valutazione e alla pubblicazione di testi che indagano le grandi regioni sfruttate del sapere storico, le periferie linguistiche, economiche e sociali. Temi e ambiti spesso trattati come residui, quando non come deviazioni, qui diventano terreno privilegiato di ricerca.
Voci dai margini non insegue la completezza, ma la densità. Non la neutralità, ma la responsabilità dello sguardo. Ci interessano lavori che sappiano muoversi tra ricerca d’archivio e interpretazione, rigore metodologico e capacità critica, senza cedere alla nostalgia né alla provocazione fine a sé stessa. Saggi che interrogano il passato per capire il presente, non per innalzarlo o assolverlo.
Invitiamo studiose e studiosi, ricercatrici e ricercatori, autrici e autori a inviare manoscritti inediti. Ogni proposta sarà letta, discussa e valutata con la serietà che il mestiere dello storico esige: attenzione alle fonti primarie e secondarie, chiarezza dell’impianto, solidità argomentativa. Lavorare ai margini non significa lavorare male, tralasciare. Al contrario è un lavoro di fino che richiede precisione e passione perché i nostri oggetti di ricerca sono spesso talmente esili da sembrare impercettibili, linee biografiche che si sciolgono improvvisamente nei baratri della storia.
C’è stato un tempo in cui gli storici puntavano agli imperi maestosi. Ora il nostro impero sono gli individui, le loro emozioni, i modi in cui uomini e donne di ogni epoca si scambiavano amore, rabbia o semplicemente indifferenza. Voci dai margini non fa un passo avanti, né uno indietro: offre un luogo in cui il pensiero può semplicemente spostarsi “di lato”, cambiare prospettiva e assumersi un rischio. E restare, ostinatamente, vivo.